Descrizione
Dall’introduzione di Friedrich Dürrenmatt:
“È con sincero piacere – e tuttavia con una punta di malinconia – che mi accingo a rendere omaggio a questi incantevoli idilli di Paul Flora. Non so se esistano ancora becchini tanto garbati e pieni di calore umano come questi. In Austria, forse, sì, ma altrove temo che siano quasi scomparsi. In un’epoca sempre più assoggettata alla meccanizzazione, sono entrate in scena le grandi imprese e quello che i nostri tre becchini fanno nel loro piccolo, lo svolgono ormai su larga scala lo Stato, l’esercito e i colossi aziendali.
Il loro operato può risultare senza dubbio più sistematico, più efficiente, se così vogliamo dire, ma ha perduto irrimediabilmente quella cifra di unicità, quell’attenzione empatica verso il cliente, che invece troviamo in queste tavole.
Si potrebbe ora obiettare che il libriccino di Flora sia un’opera anacronistica – romantica, nella migliore delle ipotesi – e che non ci sia
modo di tornare indietro.
Tuttavia, non posso che esprimere il mio dissenso”.
Ed. Vanvere





